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20/10 2021
Salute e Ricerca

#GiornataMondialeOsteoporosi. Stili di vita sani, sole e alimentazione un toccasana per le ossa. Sfatiamo i falsi miti con i professionisti del Policlinico

— di Valentina Meschia, con la consulenza scientifica di Cristina Eller Vainicher

In Italia, il 23% delle donne oltre i 40 anni e il 14% degli uomini con più di 60 anni è affetto da osteoporosi; si stima colpisca circa 5.000.000 di italiani, di cui l’80% sono donne in post menopausa

Purtroppo c’è ancora chi pensa che l’osteoporosi sia solo un acciacco dell’età o qualcosa con cui prima o poi si debba fare i conti. Pochi italiani si sottopongono a controlli periodici e fanno prevenzione: in genere si rivolgono allo specialista quando la situazione di fragilità ossea è  già seria e compromessa.

Per sapere di più sull'osteoporsi e per sfatare i principali falsi miti su questa patologia, che può essere prevenuta e trattata in maniera efficace, abbiamo incontrato Cristina Eller Vainicher, medico endocrinologo del Policlinico di Milano, specializzato in salute delle ossa.


L’osteoporosi non si manifesta con sintomi specifici? VERO

L’osteoporosi è una malattia silente fino a che non si manifesta una frattura. Spesso la prima frattura è quella del polso o di una costa in seguito a una banale caduta, manifestazioni che spesso vengono sottovalutate e considerate “traumatiche”. Oppure la frattura di una vertebra che, in più della metà dei casi, non causa dolore: la riduzione dell’altezza o la comparsa di deformazioni della colonna (schiena curva o gobba) possono essere dei campanelli di allarme della presenza di fratture vertebrali.
 

Si tratta di una patologia solo femminile? FALSO

Fra tutte le malattie che possono colpire le ossa, l’osteoporosi è quella più diffusa, e colpisce sia gli uomini sia le donne. Anche se, bisogna specificarlo, il genere femminile, dopo la menopausa, ha un rischio 4 volte maggiore. Questo perché, nei primi anni dopo la menopausa, la riduzione  degli estrogeni porta ad una riduzione più rapida della massa ossea.
 

La diagnosi avviene attraverso comuni esami di laboratorio? VERO

La prima diagnosi si basa sulla MOC, una tecnica a raggi X che fornisce una valutazione della massa ossea, che a sua volta è correlata al rischio di frattura. Al diminuire della massa ossea, infatti, segue un incremento del rischio di frattura. Tuttavia, in caso di MOC compatibile con osteoporosi o di frattura, la corretta diagnosi prevede l’esecuzione di una radiografia della colonna vertebrale e di  esami del sangue e delle urine specifici.

L’osteoporosi si presenta solo con il sopraggiungere della vecchiaia? FALSO

Seppure si tratti di una malattia che si manifesta prevalentemente con l’avanzare dell’età, esistono anche forme di osteoporosi che possono colpire anche i giovani. Queste sono frequentemente di natura secondaria, ossia legate all’uso di farmaci con effetti negativi per le ossa o a patologie croniche che possono danneggiare lo scheletro (cortisonici, antiepilettici, eparina, anticoagulanti orali, diuretici).


Nei casi più lievi, si cura attraverso l’integrazione di calcio e vitamina D? VERO

Nella maggior parte dei pazienti, se la MOC evidenzia una riduzione modesta della massa ossea in assenza di fratture o particolari fattori di rischio, è sufficiente una semplice integrazione di calcio (con la dieta o supplementi) e di vitamina D. Se invece il paziente ha già avuto una frattura da osteoporosi o presenta altri fattori di rischio (per esempio cortisone) è spesso necessario associare una terapia farmacologica, ovviamente dopo aver escluso le cause di osteoporosi secondaria che richiedono una terapia mirata.

Basta il sole per rendere lo scheletro più forte? FALSO

L’esposizione al sole consente al nostro organismo di produrre vitamina D, utile a fissare il calcio nelle ossa, ma è anche vero che, la sola esposizione al sole non è suffuciente, nella maggior parte dei casi, a garantire una adeguata produzione di vitamina D. In particolare, i soggetti più a rischio sono gli anziani, soprattutto se ricoverati in istituti o se non escono di casa, i soggetti con obesità e le persone con carnagione più scura. 

Il fumo può aggravare o accelerare il decorso della malattia? VERO

Gli studi mostrano come il fumo è associato alla perdita di massa ossea, tanto che è stato riscontrato che smettere di fumare ha quasi gli stessi effetti dei farmaci che favoriscono la formazione di nuovo tessuto osseo. Mentre l’abuso di alcol non solo compromette l’attività degli osteoblasti, le cellule che costruiscono le ossa, ma inibisce addirittura la formazione di vitamina D.

Chi soffre di osteoporosi NON deve fare attività fisica? FALSO

Il nemico numero uno delle ossa è la sedentarietà
. Per evitare che l’osteoporosi danneggi le ossa è bene fare del sano movimento, sempre da decidere con il medico sulla base dell’età e della situazione clinica e condizione di salute. Anche ballare può essere un valido aiuto per la salute dello scheletro.
 

L’osteoporosi e il rischio di frattura non si possono curare ma solo “bloccare”? FALSO

I farmaci attualmente disponibili per la cura dell’osteoporosi sono in grado di determinare importanti miglioramenti sia in termini di MOC ma soprattutto di riduzione del rischio di frattura. Inoltre, in molti casi di osteoporosi sia secondaria, la diagnosi e la cura della patologia (ipertiroidismo, ipercortisolismo, celiachia) che ha portato allo sviluppo dell’osteoporosi  contribuisce ad un’importante riduzione del rischio di frattura.
 


 

20 Ottobre - Giornata Mondiale Osteoporosi  

Un'occasione per sensibilizzare la popolazione sull'importanza della prevenzione attraverso l’adozione di corretti stili di vita fin dalla giovanissima età e un corretto apporto di calcio e vitamina D con la dieta che deve essere varia ed equilibrata. Inoltre, una diagnosi precoce di osteoporosi è fondamentale per impedire fratture  dovute alla fragilità ossea che rappresentano la complicanza più temibile e invalidante dell’osteoporosi.