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05/10 2021
Salute e Ricerca

Tumore alla prostata: contro una malattia subdola, al Policlinico di Milano l'arma vincente del robot

— di Lino Grossano

   Il tumore della prostata è tra i più frequenti negli uomini, e il rischio di svilupparlo è maggiore una volta superata la soglia dei 50 anni. Gli esperti lo descrivono come una malattia subdola, spesso asintomatica - almeno nelle fasi iniziali. La prevenzione è indispensabile, così come è fondamentale potersi affidare a un Ospedale che sappia come trattarlo al meglio.

Al Policlinico di Milano l'approccio più utilizzato è il robot chirurgico: una tecnica ultra-precisa che permette di evitare i problemi di continenza e la necessità di trasfusioni, tipiche degli interventi più tradizionali. Del resto, proprio il Policlinico è un centro di riferimento per la chirurgia robotica in Italia sin dai primi anni 2000.

Gli strumenti robotici lavorano all'interno di cannule di pochi millimetri inserite nell'addome attraverso piccole incisioni. Una particolare telecamera consente ai chirurghi di operare guardando le immagini ricostruite in 3D, ingrandite di 10 volte rispetto all’occhio umano. Quindi è possibile eseguire movimenti estremamente accurati, garantendo una maggiore attenzione nella conservazione dei nervi che permettono all’uomo di avere un'erezione.

Nell'Unità operativa di Urologia al Policlinico è attivo uno specifico percorso per i pazienti che vanno incontro alla prostatectomia radicale, ovvero la rimozione chirurgica della prostata: qui gli specialisti seguono ogni persona sia in un ambulatorio Andrologico dedicato alla riabilitazione sessuale, sia nell'ambulatorio di Uro-Oncologia dove vengono curati gli aspetti più funzionali e terapeutici.

Rispetto al passato, i nuovi approcci di intervento alla prostata impiegati al Policlinico di Milano permettono al paziente di muoversi da solo già il giorno dopo l'intervento, e di tornare a casa dopo soli 3 giorni. Più in generale, grazie all'uso del robot chirurgico il dolore è molto più contenuto, e anche la convalescenza è più breve rispetto all'intervento tradizionale.