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16/12 2019
Salute e Ricerca

Lo sapevi che la luce blu ‘attiva’ il tuo cervello?

— di Valentina Meschia

Che la luce sia in grado di influenzare i ritmi circadiani, l’umore, il sonno (qualità e durata) e il metabolismo è noto già da tempo. Ma negli ultimi anni, gli scienziati hanno dimostrato che la luce blu migliora la memoria, la concentrazione e la capacità di fare semplici calcoli.

Non si conosce il meccanismo che ne sta alla base, ma tutto sembra dipendere dall’aumento di adrenalina in circolo dopo stimolazione della retina (e quindi del locus ceruleus) da parte della luce blu. L’adrenalina è l’ormone che ci tiene attivi e vigili, e aiuta il corpo a stare sveglio e concentrato. Oltre a questo, si verifica una riduzione dei livelli di melatonina, ‘l’ormone del sonno’.

Partendo da questo presupposto, un team di neurologi, architetti e statistici ha avviato lo studio InLuce, unico nel suo genere, per esaminare le capacità cognitive di quasi 4.000 persone con l’obiettivo di valutare la possibilità di ‘curare’ con la luce.
I dati sono in fase di elaborazione, ma si ipotizza un possibile utilizzo della luce per stimolare la memoria di pazienti con demenze come l’Alzheimer, per trattare disturbi psichiatrici come la depressione e per creare ambienti di cura che trasmettano un senso di relax e benessere.

Progetto InLuce
3.800 adulti volontari sani hanno attraversato un percorso composto da 7 stanze con una condizione di luce differente per colore e intensità. All’interno di ogni stanza i partecipanti dovevano risolvere dei test scientifici che valutavano la memoria, la capacità di calcolo, l’orientamento di oggetti nello spazio ed il benessere percepito.

Queste abilità vengono definite capacità cognitive del cervello cioè quegli strumenti che ci permettono di acquisire conoscenze, comprendere l’ambiente, comunicare, ricordare e compiere azioni attraverso i pensieri e i sensi.

Lo studio è stato ideato da un team di ricercatori dell'unità di Neurologia - Malattie Neurodegenerative del Policlinico di Milano,  coordinati dal Prof. Elio Scarpini (Responsabile del centro di riferimento per i disturbi cognitivi e demenze), dai ricercatori di statistica  del Politecnico di Milano e lo Studio di Architettura Castagna&Ravelli.

 

 

Note bibliografiche

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