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12/01 2024
Salute

Brividi di emozione, di freddo, di febbre ma non solo…

— di Ilaria Coro con la consulenza scientifica di Nicola Montano, direttore della Medicina - Allergologia e Immunologia del Policlinico di Milano

Arrivano sempre quando meno te lo aspetti, così… all’improvviso. A volte bastano poche note, una voce, un luogo, un’immagine o un ricordo per toccare le corde dell’anima e far partire così una scarica di brividi: reazione istintiva dalla durata di pochi attimi impossibile da arginare, manifestazione di sentimenti difficili da ammettere anche a noi stessi.

Quando però i brividi sembrano non volerci lasciare, allora la causa potrebbero non essere le emozioni forti e, in questi casi, bisogna capire cosa vogliono comunicarci. Possono essere infatti dei segnali di allarme che il nostro corpo ci invia quando è in difficoltà.

Ne abbiamo parlato con Nicola Montano, direttore Medicina - Allergologia e Immunologia del Policlinico di Milano e professore ordinario di Medicina Interna dell’Università degli Studi di Milano.

Cosa sono i brividi e come si manifestano i brividi?

I brividi sono un segno con cui il nostro corpo ci parla. Si presentano con una serie di rapide contrazioni muscolari involontarie e improvvise. Spesso sono associati alla pelle che si incaponisce, quella che viene chiamata la “Pelle d’oca”. Brividi e pelle d’oca sono meccanismi fisiologici che tendono a mantenere la temperatura corporea, da una parte aumentando la produzione di calore attraverso contrazioni muscolari brevi e ripetute (brividi) e dall’altro riducendo la perdita di calore attraverso la contrazione di minuscoli muscoli attaccati ai follicoli piliferi, che fanno sollevare i peli dalla pelle, riducendo la superficie cutanea che disperde calore (pelle d’oca).  

Normalmente questi segni compaiono in risposta al freddo, ma possono capitare anche a seguito di un’emozione – ad esempio gioia, nostalgia, amore, commozione, sorpresa o paura – così forte da far attivare il sistema nervoso che stimola i nostri muscoli a contrarsi. Infatti, brividi e pelle d'oca sono esempi dell’azione del sistema nervoso autonomo, che è quella parte del sistema nervoso che regola tutte le funzioni viscerali e la risposta alle emozioni e allo stress. Tale sistema è composto da due parti, il sistema simpatico e quello parasimpatico. Il sistema nervoso simpatico libera adrenalina e noradrenalina, ormoni aumentano la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna e il metabolismo e preparano il corpo all’azione e sono responsabili dei brividi e della pelle d’oca.

Quando i brividi tendono a prolungarsi e a ripetersi nel tempo, potrebbero essere anche il campanello di allarme di alcune malattie, prima ancora che si manifestino.

I brividi possono essere un segnale di malattia? E di quale?

In caso di infezioni, i brividi sono il primo segnale che il nostro corpo si è attivato per combattere una “invasione nemica”, da parte di virus, batteri, parassiti, funghi o tossine, che sono infatti quasi tutti intolleranti all’aumento della temperatura - anche di solo uno o due gradi. I brividi quindi sono un modo per aumentare la temperatura corporea per combattere gli agenti patogeni e rafforzare il sistema immunitario. Per questo, è importante assumere farmaci che abbassano la febbre solo quando supera i 38.5-39°C o se si tratta di persone anziane è bene consultare il medico per valutare quando somministrarli.
I brividi possono essere un sintomo precoce ad esempio di influenza, gastroenterite, tonsillite, polmonite, infezioni del tratto urinario, scarlattina, varicella, Fuoco di Sant’Antonio o di infezioni che si sviluppano favorite dalla presenza di altre condizioni come i calcoli renali o alla cistifellea.

I brividi, quindi, sono sempre “sinonimo” di febbre?

No, possono essere associati anche ad altre condizioni, la maggior parte non patologiche. Ne sono un esempio:

  • la sindrome premestruale - a causa degli sbalzi di ormoni, i brividi iniziano a farsi sentire durante la settimana che precede le mestruazioni
  • un’attività fisica intensa - dopo aver terminato un allenamento possono comparire i brividi per ristabilire la temperatura interna che starà scendendo a causa della dispersione del calore accumulato durante l’esercizio fisico
  • l’assunzione o l’interruzione di alcuni farmaci - antidepressivi e antiemicranici possono causare brividi quando si inizia a prenderli, o si ingerisce una quantità eccessiva o si smette improvvisamente di assumerli

Quando si associano invece a condizioni patologiche?

Ad esempio, nel caso di:

  • disturbi a carico della tiroide - come l’ipotiroidismo, in cui la temperatura corporea tende a diminuire a causa della carenza degli ormoni tiroidei che regolano il metabolismo
  • crisi ipoglicemica - causata da improvviso abbassamento dei livelli di zuccheri nel sangue nelle persone con diabete
  • attacco di panico - si tratta della sensazione di paura opprimente che attiva il sistema nervoso causando, oltre ai brividi, un insieme di sintomi come battito cardiaco accelerato, sudorazione, oppressione al petto o difficoltà a respirare.

Si possono prevenire e trattare i brividi?

Solo nel caso dei brividi da freddo possiamo prevenirli indossando abiti a strati così da adattare i vestiti alla temperatura in modo da non sudare. Quando la temperatura ambientale è bassa bere una bevanda calda può aumentare la temperatura corporea interna.
In tutti gli altri casi, bisogna parlarne con il proprio medico di famiglia per individuare la causa che li scatena e trattarla così da eliminare anche i brividi che ne sono solo un sintomo.