Daniela Galimberti

Daniela Galimberti

Biologo

Neurologia - Malattie Neurodegenerative >

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L'area di interesse prevalente riguarda gli aspetti genetici ed epigenetici della malattia di Alzheimer, della Demenza Frontotemporale e della Sclerosi Multipla.

Ha introdotto nella pratica clinica:

- l'analisi dei biomarcatori liquorali amiloide, tau e fosfotau per la diagnosi differenziale delle demenze
- l'analisi genetica per l'identificazione di forme familiari di malattia di Alzheimer e Demenza Frontotemporale a trasmissione autosomica dominante.

Laureata in Scienze Biologiche all’Università degli Studi di Milano, consegue un Dottorato in Scienze Neurologiche presso lo stesso ateneo nel 2004.

Dal 2000 è parte dell'équipe del Centro di riferimento “Unità Valutativa Alzheimer” e dal 2013 è referente del laboratorio dell’Unità di Malattie Neurodegenerative e Demielinizzanti.

- VU Medical Center, The Netherlands
- Washington University, St. Louis, USA
- University of Lille, France - University of Ulm, Germany
- UCL, London, UK

- Identificazione di forme genetiche di malattia di Alzheimer e Demenza Frontotemporale
- Analisi di espressione di RNA non codificanti in pazienti con diversi tipi di demenza
- Analisi di espressione in pazienti con Sclerosi Multipla trattati con diverse terapie immunomodulanti per l'identificazione di biomarcatori di risposta al trattamento

Aggiornato alle 13:09 del 01/12/2017
22/10 2021

#RICERCA. Demenze neurodegenerative: la “catena leggera dei neurofilamenti” è un nuovo potenziale strumento di diagnosi precoce

Pubblicati sulle riviste scientifiche Nature Communication e Neurology due studi di gruppi internazionali, dei quali fa parte Daniela Galimberti, ricercatrice del Centro Dino Ferrari, Università Statale di Milano – Ospedale...

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14/07 2021

Scoperte sei nuove varianti geniche alla base dell’Alzheimer e studiato un punteggio di rischio poligenico in grado di identificare i soggetti ad elevato rischio di sviluppare la malattia

L’Università degli Studi di Milano e il Policlinico di Milano parte del consorzio internazionale che ha pubblicato su Nature Communications la scoperta di 6 nuove varianti geniche, candidate implicate nei meccanismi...

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11/01 2021

Demenza frontotemporale: identificato nel circuito talamo-cortico-striatale l’alterata percezione del dolore

Pubblicato sulla rivista Journal of Neurology, Neurosurgery and Psychiatry un articolo nel quale si dimostra che una significativa alterazione della percezione soggettiva del dolore è presente in soggetti affetti da Demenza...

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30/06 2020

Ricerca. Alzheimer, un nuovo possibile strumento di diagnosi dalle “vescicole extracellulari”

   Pubblicato sulla rivista scientifica Cells uno studio di due ricercatrici del Centro Dino Ferrari, Università Statale di Milano – Policlinico di Milano, che identifica nel plasma di pazienti con Alzheimer un...

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12/05 2020

Ricerca. Demenza precoce, uno studio lega i sintomi cognitivi e psichiatrici con le alterazioni delle strutture cerebrali

La ricerca, su 150 pazienti, è frutto di una collaborazione italo-olandese che si è sviluppata al Policlinico di Milano. I risultati potrebbero migliorare la diagnosi dei pazienti con Demenza Fronto...

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19/03 2020

Nuovi criteri clinici per distinguere le demenze neurodegenerative comportamentali dai disturbi psichiatrici primari

L’articolo pubblicato su Brain da un consorzio internazionale di esperti, di cui fanno parte per l’Italia Daniela Galimberti ed Elio Scarpini del Centro Dino Ferrari dell’Università di Milano e del Policlinico...

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17/01 2020

#Ricerca. Malattie autoimmuni, il Policlinico di Milano tra i capofila di un grande progetto finanziato dall'Unione Europea

   Nelle malattie autoimmuni, le difese immunitarie in qualche modo 'vanno in tilt' e cominciano ad aggredire lo stesso organismo che le ospita, provocando danni anche molto seri. Nonostante esistano diverse...

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30/08 2018

Sclerosi multipla, un nuovo biomarcatore in grado di predire la progressione della malattia

Sul Multiple Sclerosis Journal, una ricerca di Università degli Studi di Milano, Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Centro Dino Ferrari dimostra come bassi livelli della proteina β-amiloide nel liquido cefalorachidiano possano rappresentare un biomarcatore predittivo della progressione della malattia.

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