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13/10 2017
Salute e Ricerca

Sindrome di Rokitansky, al Policlinico di Milano percorsi su misura dalla pubertà all’età adulta

— di Redazione

La Sindrome di Rokitansky, o Sindrome di Rokitansky-Kuster-Hauser, prende il nome dal suo scopritore il barone Karl von Rokitansky (Cecoslovacchia, 1804-1878), medico e professore all’università di Vienna.

È caratterizzata dall’assenza dell’utero e della vagina, mentre sono presenti i genitali esterni, le ovaie e la funzionalità ormonale. In alcuni casi possono esserci delle alterazioni anche a livello di altri organi come reni, cuore ed ossa.

In genere, la diagnosi avviene durante l’adolescenza quando le giovani donne si rivolgono agli specialisti per capire la causa del mancato arrivo del primo ciclo mestruale. Il Policlinico di Milano è altamente specializzato nella diagnosi e nel trattamento chirurgico delle malformazioni rare che colpiscono l’apparato genitale femminile.

Per approfondire e conoscere i percorsi attuati in Policlinico guarda l’intervista a Luigi Fedele, Direttore dell’Ostetricia del Policlinico di Milano.

Se non sono coinvolti altri organi, la Sindrome di Rokitansky non determina problemi di salute, ma l’impossibilità di avere rapporti sessuali per mancanza della vagina e di diventare mamma per assenza di utero e mestruazioni, possono avere un notevole impatto psicologico sulla giovane donna. Durante l’adolescenza la maggior preoccupazione è di non poter condividere con le proprie compagne l’arrivo delle mestruazioni, ma col passare degli anni la difficoltà maggiore per le giovani donne è non poter vivere l’intimità con il proprio partner.

Il Policlinico offre un supporto psicologico personalizzato che prevede momenti di incontro e confronto, con attività sia individuale sia di gruppo.

Per approfondire guarda l’intervista a Giada Gramegna, psicologa del Policlinico di Milano.

L’équipe di specialisti si rivolge a donne di tutte le età, dall’adolescenza all’età adulta, fornendo percorsi ad hoc in base all’età e alle singole richieste.

Eleonora Fontana, ginecologa del Policlinico, racconta la storia di una paziente con Sindrome di Rokitansky, che grazie al sostegno ricevuto, al percorso seguito e all’adozione, ha potuto realizzare due sogni importati: il matrimonio e l’essere mamma.

di Valentina Meschia