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03/10 2022
Salute e Ricerca

Allattamento al seno: il primo gesto d'amore

— Valentina Meschia, con la consulenza scientifica del team di professionisti che si occupa della promozione e sostegno dell'allattamento materno

Il latte materno è il miglior alimento per il neonato

Il latte materno non solo fornisce tutti i nutrienti necessari nella prima fase della vita in modo completo ed equilibrato ma ha caratteristiche biologiche ed immunologiche uniche. Contiene infatti moltissime sostanze protettive, di supporto alla funzione immunitaria e allo sviluppo cerebrale, previene inoltre l’insorgenza di molte malattie sia acute che croniche. È un vero e proprio alimento vivo, con miliardi di cellule che attivamente contribuiscono alla crescita e allo sviluppo di importanti funzioni biologiche del neonato.

Non è mai uguale: la sua composizione nutrizionale varia nel corso della giornata, per adattarsi a quel momento preciso, poppata dopo poppata. Inoltre, varia le sue caratteristiche in base all’età gestazionale del bambino, alla sua età postnatale, e nel corso della stessa poppata. Questa sua dinamicità e variabilità fornisce al bambino un latte che risponde sempre alla necessità del momento.

Sul latte materno ci sarebbe tantissimo da scrivere, fare una sintesi non è facile ma i medici, le infermiere e le ostetriche del Policlinico di Milano, che si occupano della sua promozione e sostegno, ci hanno provato per voi.


Quali sono i benefici del latte materno?

È ormai universalmente noto come il latte materno abbia una lunga serie di benefici per il bambino, per la madre, per la famiglia e la società! Ecco i più importanti.

Per il bambino: riduzione del rischio di infezioni virali e batteriche grazie alla presenza di moltissimi fattori antiinfettivi: cellule vive e vitali del sistema immunitario, anticorpi di tipo A protettivi delle mucose, lisozima, lattoferrina ed oligosaccaridi e prebiotici; riduzione del rischio di enterocolite necrotizzante nei neonati prematuri; riduzione del rischio di diabete, ipertensione arteriosa e obesità in età giovanile-adulta.

Per la mamma: riduzione del rischio di emorragia nel post partum; riduzione del rischio di tumore all’ovaio e alla mammella; umento del consumo metabolico e più rapida perdita del peso accumulato in gravidanza.

Per la famiglia: praticità, è sempre microbiologicamente sicura, accessibile e alla giusta temperatura; non richiede l’utilizzo di altri presidi come biberon e tettarelle; risparmio: è a costo zero e chilometro zero.

Per la società: migliora la salute di tutta la popolazione, sia riducendo l’incidenza di infezioni nei bambini che lo sviluppo di malattia croniche in età adulta. 

Quando si può iniziare ad allattare?

Subito dopo la nascita! Se la mamma e il bambino stanno bene, l’ideale è posizionare il neonato sul petto della mamma con un contatto pelle a pelle. Il bambino quando si sente pronto inizierà a cercare il capezzolo e, una volta riconosciuto, proverà ad attaccarsi. In questa prima fase, la mamma può anche invogliare il suo bambino spremendo qualche goccia di latte, in modo che possa sentirne l’odore e il sapore e iniziare così le sue prime esperienze gustative.

Quando inizia la produzione di latte?

Il primo latte, chiamato colostro, molto ricco di anticorpi, è già presente nel seno al momento del parto. Tra il secondo e il quarto giorno dopo il parto, i cambiamenti ormonali nel corpo della mamma danno il via alla cosiddetta montata lattea. Nel giro di alcuni giorni, il colostro si trasforma in latte maturo.

E in caso di parto cesareo, cosa succede?

Appena possibile il personale sanitario posiziona il bambino sul petto della mamma per il contatto pelle a pelle, sistemando entrambi in una posizione comoda per facilitare la prima poppata. Il taglio cesareo potrebbe ritardare l’arrivo della montata lattea ma tutti i cambiamenti ormonali e la produzione di latte avverranno nello stesso modo.

Cosa significa “allattamento guidato dal neonato”?

L’allattamento guidato dal neonato (talvolta impropriamente definito “a richiesta”) significa consentire a ogni bambino di poppare in base a un ritmo dettato dalle sue esigenze. È la chiave per il successo nell’avvio e nel mantenimento dell'allattamento: deve avvenire nella situazione più serena possibile e senza pressioni. Seguendo il ritmo nel neonato, si garantisce al bambino un adeguato trasferimento di latte, un’adeguata stimolazione del seno, specifica per quella mamma e un esercizio continuo sull’attacco corretto. Quando il piccolo è attaccato bene al seno, tutte le volte e quanto a lungo desidera, la mamma produrrà latte a sufficienza per le sue necessità. Ogni volta che il bambino si attacca al seno e poppa, stimola la produzione di latte materno.

Per favorire la pronta riposta della mamma e all’allattamento guidato del neonato, è importante che mamma e bambino condividano la stanza per il maggior tempo possibile, idealmente 24 ore su 24! Anche la mamma può proporre spontaneamente il seno al suo piccolo, se necessita di svuotare il seno teso, per stimolarlo a poppare più spesso o per risolvere alcuni piccoli problemi.

Quante sono le poppate in un giorno?

Di solito, quando l’allattamento materno è ben avviato, il neonato poppa al seno in media 8-12 volte al giorno. Nella pratica quotidiana, nella prima e seconda giornata di vita, frequentemente il neonato sembra volersi attaccare meno spesso. Questo può accadere sia per la fisiologica sonnolenza nelle prime ore di vita, sia per un continuo disturbo del suo ritmo naturale dato dai rumori e dall’ambiente ospedaliero. È pertanto importante che la mamma sappia riconoscere fin da subito i primi segnali di fame del neonato, in modo da rispondere prontamente alla richiesta del piccolo di essere attaccato. Gli operatori sanitari, durante il ricovero, hanno il compito di insegnare alle mamme come riconoscere questi segnali precoci.

Quali sono i segnali che l’attacco al seno del neonato è corretto?

Il suo mento tocca il seno (o quasi) e lo massaggia con il movimento di apertura e chiusura della bocca; la bocca è ben aperta; il suo labbro labbro inferiore è estroflesso; l’attacco è asimmetrico: il mento affonda nel seno mentre il naso rimane più libero; è possibile vedere una porzione maggiore di areola sopra la bocca rispetto che sotto.

E i segni che la sua suzione è efficace e che il neonato sta ricevendo latte?

I movimenti di suzione sono lenti e profondi, e dopo i primi giorni di vita la mamma riesce a sentire i rumori di deglutizione; le guance del neonato sono piene e arrotondate, non si vedono fossette e non rientrano durante la suzione; il neonato poppa con calma; il neonato si stacca spontaneamente dal seno e appare tranquillo e appagato; la mamma non avverte dolore durante la poppata o alla fine della poppata.
 


Qualche consiglio per facilitare un attacco corretto e una poppata adeguata.
 

  • La mamma deve essere comoda, con schiena, piedi seno ben sostenuti. Le spalle e il collo devono essere rilassati e non contratti.
  • Il bambino deve avere l’addome rivolto al corpo della madre e adeso a quest’ultimo
  • È il neonato che va verso il seno materno, non viceversa
  • Il bambino deve essere rivolto verso il seno, con il naso di fronte al capezzolo quando si avvicina al seno
  •  Il bambino deve avere il “corpo in linea”: orecchio, spalla e anca allineati su un’unica linea ideale, in modo che il collo non sia girato né piegato in avanti o troppo all’indietro
  • Il bambino deve essere ben sostenuto: le spalle devono essere sorrette. In alcuni bambini piccoli o prematuri può essere necessario sostenere tutto il corpo

E se non posso attaccare il mio bambino al seno?

Nei casi in cui la mamma non può attaccare il piccolo al seno è molto importante iniziare a stimolare il seno entro 2-6 ore dal parto mediante la spremitura manuale. Se sarà necessario, la mamma potrà continuare a stimolare il seno ed estrarre il latte tramite un tiralatte. L’estrazione del latte deve avvenire ogni 3-4 ore, anche durante la notte, per mimare il ritmo delle poppate del neonato e per garantire una stimolazione adeguata.

E se il mio latte non basta?

In alcuni casi può essere necessario somministrare al neonato un’integrazione di latte formulato. Se il bambino prende un’integrazione è importante lavorare in parallelo su un’adeguata stimolazione del seno allo scopo di aumentare la produzione o risolvere eventuali difficoltà in modo che da tornare presto ad un allattamento al seno esclusivo.

Banca del latte materno. Perché donare il latte?


1-7 Ottobre. Settimana Mondiale per l'Allatamento Materno