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18/01 2022
Salute e Ricerca

Raffreddore nei bimbi: come riconoscerlo e curarlo. E se fosse Covid-19?

— di Federica Bonalumi, con la consulenza scientifica di Paola Marchisio, pediatra

Freddo, influenza, allergie e infezione da Covid-19.

In inverno le preoccupazioni dei genitori per i malanni dei propri bimbi sono sempre maggiori, soprattutto quando si presenta uno dei sintomi più comuni a diverse patologie: il raffreddore.

Nei piccoli il nasino che cola e le difficoltà respiratorie connesse al raffreddore, possono preoccupare mamma e papà, imparare a riconoscere sintomi e sviluppi è sempre l’arma migliore per rimanere tranquilli ed evitare complicanze.

Per questo, abbiamo parlato con Paola Marchisio, Direttore della Pediatria Alta Intensità di Cura della Clinica De Marchi del Policlinico di Milano, che ci ha spiegato le varie forme e connessioni del raffreddore.


Per iniziare, che cos’è il raffreddore?

Il raffreddore, o rinite acuta, è una infiammazione che interessa prevalentemente la mucosa nasale i cui sintomi compaiono in genere entro 48 ore dal contatto con il virus. L’inizio del raffreddore si manifesta con un senso di irritazione di naso e gola, seguito da starnuti e abbondanti secrezioni acquose. Sensazione di naso chiuso,  crisi di starnuti, tosse sono quasi sempre presenti. Può associarsi a mal di testa, senso di malessere generale, febbricola (in circa la metà dei bambini) e  bruciore agli occhi.
Nel giro di due - tre giorni i sintomi si modificano e le secrezioni nasali diventano più dense. Nei lattanti il raffreddore è frequentemente associato a febbre anche elevata e la conseguente ostruzione nasale può rendere più difficoltoso l’allattamento.

 

Perché ci si ammala più volte in una stagione?

Il raffreddore può essere causato da oltre 200 virus respiratori diversi ed è per questo che ci si può ammalare più volte durante una stagione. I virus più frequenti sono i rhinovirus, i virus dell'influenza, i coronavirus, il virus respiratorio sinciziale.

 

Quanto dura il raffreddore nei bambini e se non passa?

Il raffreddore per lo più si risolve spontaneamente entro 3-4 giorni. Se dopo 10 giorni il raffreddore non è ancora passato, potrebbe essere il segno dello sviluppo di una sovrainfezione batterica, con coinvolgimento della mucosa dei seni paranasali e quindi sviluppo di rinosinusite acuta. In questo caso è meglio rivolgersi a un medico.

 

Quali sono i rimedi per il raffreddore?

I lavaggi nasali con soluzione fisiologica sono utili a detergere le fosse nasali perché fluidificano le secrezioni nasali e ne consentono una più agevole eliminazione. In presenza di febbre può essere utile la somministrazione di antipiretici come il paracetamolo o ibuprofene. L’utilizzo di vasocostrittori deve essere  evitato  e somministrato unicamente in casi selezionati e in bambini di età superiore ai 12 anni. In caso di raffreddore gli antibiotici non hanno mai motivo di essere usati.

È assolutamente necessario mantenere una adeguata idratazione. Bere molto serve a ripristinare le perdite di acqua che si possono verificare con la febbre e con la tosse.

 

Che connessione c’è tra freddo e raffreddore?

Il freddo non è di per sé una causa di raffreddore ma blocca il principale meccanismo di difesa nei confronti del virus, cioè il movimento delle ciglia presenti sulle cellule della mucosa nasale che permette l’allontanamento di qualunque materiale entrato all'interno del naso, virus compresi. Quando l'aria è troppo fredda, le ciglia non riescono a muoversi al meglio e si creano le condizioni ideali per una infezione virale. Inoltre, in inverno, si trascorre più tempo in ambienti chiusi e affollati dove i virus possono circolare e contagiare più facilmente.

La riduzione dei sintomi può essere anche favorita da un’elevata umidificazione ambientale che impedisce l’aumento di densità delle secrezioni. Sono preferibili gli umidificatori “ a freddo” che non producono vapore ma aumentano l’umidità dell’aria.

 

Come distinguere un raffreddore allergico da un raffreddore virale?

La rinite allergica è un'infiammazione periodica o cronica del naso, dovuta a una reazione allergica, soprattutto da pollini, muffe,  pelo di animali e acari della polvere. Alcuni bambini soffrono di rinite allergica solo in certi periodi dell'anno, ad esempio in primavera durante l’impollinazione. I sintomi sono caratterizzarti da continua secrezione nasale acquosa, sensazione di naso chiuso, prurito nasale e frequenti starnuti.  La stagionalità e l’associazione dei sintomi con l’esposizione all’allergene permettono di distinguere la rinite allergica dal raffreddore comune.

 

Il raffreddore può essere un sintomo di COVID-19?

La congestione nasale è uno dei sintomi di COVID-19 e distinguerlo dal comune raffreddore non è sempre facile. Pertanto, quando si ha il raffreddore insieme a tosse, malessere, febbre, sensazione di perdita di olfatto eo gusto (che possono essere presenti anche nei bambini) o qualora ci fosse stato un contatto con un soggetto positivo, è importante consultare il pediatra per valutare se è necessario effettuare il tampone nasofaringeo per la diagnosi di SARS-CoV-2. In generale, se i sintomi si presentano singolarmente - solo raffreddore senza febbre né alcuna difficoltà respiratoria - è più probabile che si tratti di un classico raffreddore.