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16/10 2013
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Policlinico e INGM insieme per rafforzare le cure al letto del malato

— di Lino Grossano

Oggi al via la prima Giornata della Ricerca. Mannucci: Ministero dia agli IRCCS più indirizzi

 
La ricerca sanitaria ha da sempre l’obiettivo di portare le scoperte dal bancone del laboratorio direttamente al letto del malato: un percorso che caratterizza la missione degli IRCCS, ovvero gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. Ciò che mancava finora era la sinergia con la ricerca di base, e cioè quella che studia i principi fondamentali della scienza e della medicina. Questo vuoto è ora colmato grazie alla stretta collaborazione tra Fondazione Ca’ Granda Policlinico e Istituto Nazionale di Genetica Molecolare (INGM), che uniscono i loro sforzi per dare al paziente una ricerca con delle basi ancora più solide. I due istituti, che collaborano già da alcuni anni, saranno da oggi uniti nel Padiglione Invernizzi del Policlinico, realizzato grazie a una donazione di 20 milioni di euro.
“L’idea di qualcosa di simile agli IRCCS nasce addirittura negli anni ’30 – ha spiegato Pier Mannuccio Mannucci, direttore scientifico del Policlinico, nel presentare la prima Giornata della Ricerca Fondazione Ca’ Granda-INGM – e oggi ne abbiamo tanti, forse troppi: alcuni specialisti, e altri generalisti come il nostro. Ma si dovrebbero incrementare e sostenere proprio questi ultimi, perché un Policlinico può affrontare una serie di problemi che un istituto specializzato non potrebbe mai fronteggiare”. E se è vero che la ricerca degli IRCCS va dal laboratorio direttamente al letto del malato, è vero anche il contrario: “Sono i principali problemi di salute del cittadino – ha aggiunto Mannucci – ad ispirare le ricerche. E il Ministero della Salute, dal momento che ci finanzia e che sa bene quali sono i problemi che vanno affrontati con scientificità, dovrebbe dare agli IRCCS più indirizzi per i loro studi, e indicare loro a cosa dedicarsi maggiormente”.
L’INGM è nato nel 2008, ed è stato fondato dal Ministero della Salute, dal Ministero degli Esteri, dal Policlinico di Milano e dalla Regione Lombardia. Da allora i suoi ricercatori hanno lavorato nel Policlinico, all’Istituto Galeazzi di Milano e al Pio Albergo Trivulzio: solo a partire da oggi sono stati riuniti in un unico istituto di ricerca, all’interno del Policlinico.
“La nostra missione – ha spiegato Sergio Abrignani, direttore scientifico dell’INGM – è utilizzare la ricerca per migliorare la diagnosi, la prognosi, i target delle terapie e quindi per migliorare la prevenzione secondaria delle principali malattie croniche, infettive, autoimmuni e neoplastiche. Da oggi possiamo colmare questo ‘gap’ nella ricerca sanitaria, studiando i meccanismi che regolano l’espressione dei geni e quella del sistema immunitario, sempre con l’obiettivo di potenziare le ricadute positive sui pazienti”.
L’INGM ad oggi impiega 50 ricercatori, e nell’ultimo triennio ha pubblicato 40 articoli sulle riviste scientifiche internazionali; le sue ricerche si sono svolte grazie a finanziamenti per 8 milioni di euro, raccolti negli ultimi 4 anni.
Il Policlinico di Milano, dal punto di vista della produzione scientifica, è il secondo IRCCS in assoluto in Italia, e il primo tra gli istituti pubblici. “La nostra forza – ha concluso Mannucci – è finora stata quella di applicare tecnologie della ricerca relativamente sofisticate ad una casistica ben selezionata. Ma in futuro sarà sempre più difficile tenere il passo con la tecnologia: per questo è fondamentale la sinergia con la ricerca di base, per rinvigorire una produzione scientifica molto valida ed evitare che venga rallentata”.