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Il Padiglione, dedicato ad Alfonso Litta Arese e inaugurato il 4 giugno 1895, fu il primo padiglione edificato sull'area oltre
il Naviglio di Via Francesco Sforza. L'esempio dato dalla duchessa Eugenia Litta Attendolo Bolognini incentivò negli
anni successivi altri benefattori a contribuire alla nascita di un moderno ospedale nel cuore di Milano.
Destinato in origine alla cura delle malattie chirurgiche settiche e asettiche, durante la Prima Guerra Mondiale fu
trasformato in Ospedale Militare e dal 1926 ospitò l'Istituto universitario di Semeiotica Chirurgica. Al Litta nacque
la prima Scuola di Cardiologia italiana. All'inizio degli anni Settanta ospitò il reparto di Medicina Interna,
per divenire poi sede della Broncopneumologia, dal 2004 trasferita al Padiglione Coniugi Sacco.

Nel corso del 2007 l’antico Padiglione Litta, con la sua facciata originaria in mattoni a vista,
arricchita da fregi e decorazioni di pregio, è stato ristrutturato al suo interno per una
superficie complessiva di circa 1000 mq.
Al primo piano sono presenti una trentina tra uffici di rappresentanza e sedi
operative dalle principali Associazioni di Volontariato, impegnate in iniziative di supporto sanitario,
atte all’assistenza sociale, solidarietà e sostegno psico-fisico dei pazienti.
L’area a est è stata destinata ad assistenti sociali e all'Ufficio Relazioni con il Pubblico,
mentre l’ala a ovest è stata interamente riservata al Responsabile dell’U.O. Anestesia e Rianimazione,
il Prof. Luciano Gattinoni e al suo staff; gli spazi centrali accolgono invece gli uffici delle varie Associazioni a carattere socio-sanitario e di ricerca.
L’intervento si è svolto in modo da alterare e compromettere il meno possibile i caratteri e lo
stile dell’edificio, prestando particolare attenzione a materiali, finiture e colori (“una struttura
elegante, dove si alternano le nuances del beige e del grigio chiaro, finemente illuminate da
un’ottimale scelta e disposizione dei punti luce”). Si è operato pertanto nel rispetto della struttura
originaria, mantenendola inalterata grazie all’utilizzo di pareti divisorie con caratteristiche di
modularità e flessibilità.
Così corridoi interni distribuiscono ai vari uffici dislocati lungo il perimetro e isolati acusticamente
grazie ad appositi pannelli fonoassorbenti. La vecchia pavimentazione è stata rivestita con plance
viniliche che si appropriano del carattere del legno (pino bianco con texture ricca di forti venature),
contribuendo con tonalità calde ma tenui a un’atmosfera accogliente e rilassante, oltre a garantire un’elevata
resistenza all’usura e una facile pulizia.
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