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25/02 2013
Cultura

Dopo 5 secoli rivive l’abbazia di Mirasole

— di Redazione

di Paola Navotti

Venerdì 22 febbraio 2013 la Fondazione Ca’ Granda ha firmato un comodato con il quale affida per 99 anni il complesso abbaziale di Mirasole, sito nel comune di Opera, ai Canonici Regolari Premostratensi. Si tratta di un ordine religioso composto da circa 1200 confratelli nel mondo, che integra la vita comunitaria e ascetica con una vita immersa nella realtà pastorale. A Mirasole si trasferisce il Priorato San Norberto dell’Ordine, composto da 14 Canonici di cui 8 sacerdoti e 2 diaconi permanenti; l’insediamento è previsto nel tempo di avvento, a seguito dei lavori di ristrutturazione, e permetterà l’apertura quotidiana del complesso abbaziale per una fruizione di accoglienza spirituale, ma anche turistica e culturale. L’ordine premostratense, che segue la regola di Sant’Agostino, è stato fondato da San Norberto nel 1121, in un luogo chiamato Prémontré, a nord est di Parigi, da cui deriva l’appellativo di Premostratensi. Solo un secolo più tardi, si sono contate 600

case in tutta Europa. Il comodato è stato firmato da Giancarlo Cesana, presidente della Fondazione Ca’ Granda, e da Padre Stefano Maria Gallina, priore della comunità italiana, alla presenza del Padre Abate di Mondaye, Padre Joël Houque, e del Sindaco di Opera, Ettore Fusco.

Mirasole è nata come abbazia 8 secoli fa; per 3 secoli ha mantenuto le caratteristiche per cui era nata e da 5 secoli, pur conservando la peculiarità di luogo di culto, non è più un centro di vita religiosa. Dall’inizio del 1900 è sostanzialmente disabitata; negli ultimi 30 anni, è stata aperta solo qualche ora al giorno e, saltuariamente, ha ospitato concerti e convegni. Essendosi mantenuta nei secoli la struttura architettonica del complesso abbaziale – con la Chiesa, il chiostro, l’edificio delle celle monastiche e quello della foresteria – Mirasole ha sempre potentemente richiamato le proprie origini. Che nel XXI secolo – in un contesto profondamente diverso dall’epoca medievale in cui Mirasole è nata – sia capitata l’occasione di una comunità religiosa alla ricerca di una sede adeguata alla propria vita, si pone come un fatto culturalmente significativo a riguardo della vivacità della tradizione cristiana. Il Cardinal Scola – attraverso una lettera firmata da mons. Ambrogio Piantanida, Vicario episcopale per la Vita Consacrata – ha espresso al Priorato San Norberto la propria paterna accoglienza.

Il complesso abbaziale di Mirasole nacque tra il 1201 e il 1257 ad opera dei frati Umiliati che, ottenuto il riconoscimento della propria regola da Papa Innocenzo III, si diffusero in tutta la Lombardia, fondando numerose case e inserendosi nel progetto di bonifica agricola e spirituale che portò a cingere Milano da una corona di abbazie. Per oltre tre secoli Mirasole fu un fiorente centro di vita monastica e di intensa attività agricola. Con il trascorrere dei secoli, gli Umiliati decaddero e Mirasole si ridusse a commenda: i frati si limitavano a controllare la gestione dei propri beni, delegata a fittavoli e salariati, riscuotendone i proventi. Nel 1571 papa Pio V abrogò l’ordine degli Umiliati e la proprietà dell’Abbazia di Mirasole passò al Collegio Elvetico di Milano, istituito da San Carlo Borromeo per l’istruzione del clero svizzero; chiesa e chiostro furono utilizzati per i conversi, mentre terreni e abitazioni furono destinati a fittavoli e salariati. Con il cessare della vita monastica, i terreni furono affittati, il convento divenne l’abitazione del fittabile e la chiesa venne abbandonata.

Anche la più famosa abbazia di Chiaravalle fu ridotta a commenda alla fine del 1400 e abbandonata come centro monastico nel 1798, finché solo nel 1952 l’allora Cardinal Schuster, arcivescovo di Milano, intervenne affinché i Cistercensi potessero tornare a Chiaravalle e rifare di questo luogo un segno di presenza culturale e cristiana, come è evidente oggi.

Le vicende storiche ed architettoniche di Mirasole furono influenzate dall’arrivo di Napoleone in Italia: per compensare l’Ospedale Maggiore dell’assistenza prestata ai suoi soldati malati e feriti, nel 1797 Napoleone soppresse il Collegio elvetico e donò l’Abbazia, completa di fondi e podere, all’Ospedale Maggiore di Milano. Nel 1876 si ottenne una riduzione delle Messe dalla Curia Arcivescovile di Milano a causa dell’insufficienza delle elemosine; nel 1903 si dichiarò chiusa la Chiesa alle funzioni di culto. Mirasole fu adibita esclusivamente ad usi agricoli e, a lungo trascurata nella manutenzione, subì in più parti manomissioni e demolizioni. Ad un primo intervento di restauro nel 1930, ne seguì uno di più grande portata nel 1964, inteso al ripristino dei valori architettonici della chiesa e degli affreschi. La nascita dell’Associazione per l’Abbazia di Mirasole nel 1981 permise di dare avvio a radicali lavori di restauro dell’intero complesso. Protagonista fu Franca Chiappa – il cui sogno era di trasferire a Mirasole la quadreria (920 ritratti) dei benefattori dell’Ospedale Maggiore – che cominciò ad organizzare al Teatro alla Scala dei concerti benefici a favore di Mirasole. Il primo contributo fu di 12 milioni di lire e lo diede la cantante lirica Marilyn Horne rinunciando al proprio compenso. A seguito di questi concerti cominciarono a parlare di Mirasole i giornali e le televisioni e, nel 1983, grazie ai contributi principalmente di Regione Lombardia e di Fondazione Cariplo, iniziarono i lavori di restauro che sono proseguiti, seppur con interruzioni, fino al 2007.