STORIA E PATRIMONIO CULTURALE

STORIA...
L’Ospedale Maggiore di Milano venne fondato nel 1456 dal duca Francesco Sforza. Due anni più tardi, Papa Pio II ratificò la decisione e istituì una particolare indulgenza, che viene ancora celebrata, in anni alterni, con la cosiddetta «Festa del Perdono». Il nuovo ente incorporò le decine di realtà assistenziali operanti fin dal IX secolo. L’edificio, detto «Ca’ Granda», fu progettato dall’architetto Antonio Averulino, il Filarete.

I primi padiglioni del Policlinico e quelli degli Istituti Clinici di Perfezionamento (ICP) sorsero tra la fine del 1800 e i primi decenni del 1900. In particolare, il 26 settembre 1906 fu inaugurato l’Istituto ostetrico ginecologico Luigi Mangiagalli, al quale fu delegata la gestione dell'intero comparto ginecologico, erogando il contributo annuo di 66.000 lire (corrispondente alla spesa media annua sostenuta fino allora) e ponendo l'obbligo di applicare le stesse norme per il ricovero vigenti nell'Ospedale. Accanto a questo, nel 1909 fu attivato l'"Asilo per le madri povere legittime Regina Elena", dal 1968 Istituto di ostetricia-ginecologia e pediatria Regina Elena, le cui radici affondano nella "Guardia ostetrica", creata nel 1887 in via Unione, e presso la quale aveva sede il "Giornale per le levatrici" organo ufficiale delle Federazione delle Levatrici. Successivamente, il 28 novembre 1915, fu inaugurata anche la Clinica Pediatrica, che porta i nomi di Giuditta e Demetrio De Marchi, genitori di Adelina, finanziatrice dell’iniziativa.

La prima pietra della Clinica del Lavoro, intitolata a Luigi Devoto, fu invece posata l'11 dicembre 1907 e l'edificio venne inaugurato nel 1910. Peraltro già nel 1900 Devoto aveva prospettato la necessità di studiare le malattie professionali derivanti dal lavoro nelle risaie e nelle industrie (dove erano impiegati piombo, mercurio o fosforo), oltre che la pellagra e la tubercolosi e l'anno seguente fondò la rivista "Il lavoro" (successivamente "La medicina del lavoro").

L’Ospedale Maggiore realizzò nel 1939 anche l’Ospedale di Niguarda, L’Ospedale Città di Sesto San Giovanni (1961), e l’Ospedale San Carlo (1967), divenuti autonomi nel 1977.



...E PATRIMONIO CULTURALE
L’Ospedale possiede un rilevante patrimonio culturale: l’Archivio storico conserva i documenti dell’amministrazione ospedaliera a partire dal secolo XI fino ad oggi, per un totale di circa 15.000 cartelle; la Biblioteca storica di medicina conserva circa 100.000 volumi, tra libri antichi editi tra il XV e il XX secolo, opuscoli e periodici specializzati; la Fototeca custodisce immagini realizzate a partire dal 1865.

Cardine delle raccolte d’arte è la “quadreria” di ritratti dei benefattori, nata nel XVII sec. con scopo gratulatorio. Oggi queste opere sono oltre 920. Il patrimonio culturale comprende, inoltre, collezioni d’arte pervenute con le eredità dei benefattori. Tra questi, ricordiamo le raccolte Litta con La preghiera del Mattino, capolavoro dello scultore Vincenzo Vela.

 Ultimo aggiornamento: 22 gennaio 2008 << Torna indietro