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La donazione del cordone ombelicale

Il sangue del cordone ombelicale, detto anche “sangue placentare”, è il sangue che rimane nel cordone ombelicale e nella placenta al termine del parto.
E’ una risorsa preziosa per la cura di gravi malattie del sangue e del sistema immunitario, come le leucemie, i linfomi, alcune forme di talassemia, alcuni tipi di immunodeficienza e alcune malattie metaboliche.

Donare il sangue del cordone ombelicale del proprio bambino rappresenta dunque un’importante possibilità di cura per chi è affetto da gravi malattie. Offre inoltre un contributo prezioso allo sviluppo della ricerca scientifica.


> La Donazione Solidaristica

Consiste nel donare il sangue del cordone ombelicale del proprio bambino per chiunque ne abbia bisogno e risulti compatibile. Detta in gergo tecnico “allogenica”, è comunemente chiamata “solidaristica” in quanto può andare a beneficio di tutti, compreso il proprio bambino.

Le banche del sangue cordonale di natura pubblica operano, infatti, in modo da garantire che qualunque paziente in attesa di trapianto possa trovare un donatore compatibile anche dall’altra parte del mondo. Ciò avviene grazie a un sistema di registrazione dei dati che trasmette le informazioni relative alle donazioni a un registro nazionale del sangue cordonale e, successivamente, ai registri internazionali dei donatori di midollo osseo.

La donazione solidaristica è permessa, in Italia, solo nelle banche pubbliche. La Fondazione Ca’ Granda è una delle due sedi della Banca del Sangue da Cordone Ombelicale della Regione Lombardia (Milano Cord Blood Bank), insieme a quella di Pavia situata alla Fondazione Policlinico San Matteo (Pavia Cord Blood Bank).

La donazione è gratuita: tutti i costi sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

Per informazioni:

  • 02 5503.2276 - 2279
Direzione Sanitaria di Presidio: Documenti da scaricare:


> Per un familiare ammalato: la Donazione Dedicata

Consiste nel donare il sangue del cordone ombelicale per:
 curare il proprio bambino o un suo consanguineo (ad esempio, un fratello o una sorella), nel caso in cui sia affetto da una malattia per la quale, come previsto dall’ordinanza vigente, “risulti scientificamente fondato e clinicamente appropriato l'uso di cellule staminali da sangue cordonale”
 curare un membro del nucleo familiare (ad esempio, un fratello o una sorella), nel caso in cui, come previsto dall’ordinanza vigente, vi sia nella famiglia un alto rischio di avere figli affetti da “malattie geneticamente determinate per le quali risulti scientificamente fondato e clinicamente appropriato l'utilizzo di cellule staminali da sangue cordonale”.

In entrambi i casi, l’effettiva presenza della malattia o il rischio che essa insorga o si sviluppi nel tempo devono essere certificati da un medico genetista o dallo specialista che segue il bambino.

La Circolare regionale 8/06/2010 definisce le modalità di rilascio dell’autorizzazione alla conservazione di campioni di sangue da cordone ombelicale per uso dedicato presso la Banca del Sangue da Cordone Ombelicale della Regione Lombardia, costituita dalle due sedi, già citate in precedenza, dislocate a Milano e a Pavia. I soggetti interessati devono rivolgersi alla Direzione Sanitaria di Presidio che verifica la completezza della documentazione necessaria alla richiesta di autorizzazione.

Per informazioni:

Documenti da scaricare:

> Per il proprio bambino: la Conservazione ad uso Privato

Detta in gergo tecnico “donazione autologa”, la conservazione ad uso privato consiste nel raccogliere il sangue del cordone ombelicale del proprio bambino esclusivamente per un suo uso personale.

La comunità scientifica internazionale e il Ministero della Salute non raccomandano la conservazione del sangue cordonale per uso autologo. La motivazione principale è che non esistono, ad oggi, programmi di cura di comprovata efficacia per questo tipo di trapianto. Inoltre, alcune alterazioni che causano le malattie curabili con le cellule staminali cordonali possono già essere presenti nel sangue del neonato donatore. Di conseguenza tali cellule non sono utilizzabili per il trapianto.

I costi inerenti alla conservazione autologa sono a carico del richiedente.

Gli ospedali sede del parto non forniscono supporto amministrativo per l’iter burocratico ad essa relativo. Secondo le disposizioni di legge vigenti, in Italia è vietato conservare il sangue cordonale per uso autologo presso banche private. E’ inoltre vietato fare pubblicità a tali strutture. La conservazione autologa di sangue cordonale presso strutture private è consentita all’estero, previa autorizzazione del Ministero della salute.
La Circolare regionale 8/06/2010, citata in precedenza, definisce anche le modalità di rilascio delle autorizzazioni all'esportazione di campioni di sangue da cordone ombelicale per uso autologo, ai fini della conservazione presso banche private operanti all'estero.
I soggetti interessati devono rivolgersi alla Direzione Sanitaria di Presidio per ottenere l’autorizzazione per il trasferimento all’estero.

Per informazioni:

Documenti da scaricare: